Residenza 28 - Roberto Anglisani

DIALOGHI / RESIDENZE DELLE ARTI PERFORMATIVE A VILLA MANIN

Residenza 28
Villa Manin, Spazio Residenze
ROBERTO ANGLISANI
27 novembre - 11 dicembre 2019
Il Minotauro

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Equipe in residenza
Roberto Anglisani, ideazione, attore e performer
Maria Maglietta, ideazione, regista
Mirto Baliani, musicista
Gaetano Colella, drammaturgo

Il progetto di ricerca che Maria Maglietta ed io stiamo sviluppando nel corso della nostra Residenza, con l’intervento musicale di Mirto Baliani, nasce dall’intento di affrontare il tema della diversità.
Abbiamo innanzitutto cercato di non restringere questo tema ad una diversità specifica, ma abbiamo deciso di parlare della diversità in una forma archetipa.
Per questo ci siamo rivolti a una figura mitologica come il Minotauro.

Anni addietro ero stato colpito dalla lettura de Il Minotauro di Durrenmatt, dove viene messa in evidenza la solitudine del diverso e il suo desiderio di incontrare l’altro.
Durrenmatt rinchiude il Minotauro in un labirinto di specchi creando così per lui una finta moltitudine di minotauri che lo circondano, ma che non sono altro  che immagini rispecchiate di lui stesso.
I minotauri specchiati danno al Minotauro la sensazione di non essere solo, ma sono così uguali a lui che lo fanno sentire ancora più solo.
Quando arriva Teseo travestito da Minotauro, allora il Minotauro si accorge di avere davanti un diverso da sé. E per la felicità comincia a danzare, e danza la danza della fratellanza, la danza dell’amicizia, e quando si butta a braccia aperte verso Teseo e lo abbraccia, proprio in quel momento Teseo lo pugnala alle spalle.

Un altro testo che ha ispirato il nostro lavoro è il racconto di Borges, Asterione. In questo racconto Borges ci descrive la reazione della gente alla vista del Minotauro che è uscito dal labirinto e cammina nel paese. Le reazioni sono così violente e discriminanti che il Minotauro torna a rifugiarsi nella sua prigione, Il labirinto, creato per difendere gli uomini dal Minotauro e per difendere il Minotauro dagli uomini.
E il labirinto è il centro della nostra creazione.

Il drammaturgo Gaetano Colella ha immaginato un incontro tra il Minotauro e Icaro ragazzino.
I due si incontrano grazie ad un pallone lanciato per sbaglio nel labirinto da Icaro che andrà a recuperarlo e lì vedrà per la prima volta “Il Mostro” di cui tutti hanno paura. Ma Icaro non fugge e piano piano conosce quell’essere rinchiuso, ascolta i suoi racconti e ne diventa amico fino a tentare di difenderlo da Teseo che è venuto per ucciderlo. Non ci riuscirà e non gli resterà altro che difendere il suo amico in un discorso alla città di Creta che non ha saputo ascoltare e quindi non ha potuto conoscere e di conseguenza amare uno dei suoi figli : il Minotauro.

Roberto Anglisani


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