Udine | Libreria Friuli
14 aprile 2018 ore  18:00

Incontro con Enrico Casagrande e Daniela Nicolò

locandina
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14 aprile 2018
Udine, Libreria Friuli, via dei Rizzani 1/3
ore 18.00
Incontro con Enrico Casagrande e Daniela Nicolò e presentazione del volume “Hello Stranger_ Motus 1991-2016” 

14 aprile 2018, dalle ore 21 alle 24

Udine, Teatro Palamostre, Sala Pier Paolo Pasolini
ÜBER RAFFICHE


Il 13 aprile alle ore 18.00 La scuola dello sguardo - lezione #4. La scena, a cura di Roberto Canziani (DAMS - Università di Udine)

Über Raffiche riporta a Udine la compagnia riminese MOTUS: per celebrare i 25 anni della compagnia, Motus trasformano al femminile in un potentissimo remake, Splendid’s, la pièce teatrale di Jean Genet messa in scena nel 2002 (a vista a Udine nell’ambientazione per suite di alberghi di lusso all’Hotel Astoria Italia).
Motus infrange quindi i confini dell’identità sessuale e di genere con un poderoso cast di attrici a interpretare l’originaria banda di gangster del plot genetiano ora trasformatasi in un gruppo di attiviste che si oppongono al regime di dominio e di controllo eterosociale. “Donne con nomi maschili quelli dell’opera originale – spiegano i Motus - che imbracciano armi (giocattolo?) come critica radicale ai dispositivi disciplinari e coercitivi imposti dalla tecnologia biochimica e dal farmacopotere che, attraverso gli ormoni, detiene dagli anni Cinquanta del Novecento il controllo sui corpi, sui generi, e sulla nozione di normalità”.

Über Raffiche è una nude (expanded version) della versione di Raffiche presentata al debutto per suite di Grand Hotel. 
Lo spazio teatrale sarà connotato solo alcuni eleganti arrediarredi (per l’allestimento di Udine si ringraziano le ditte moroso2.jpg e Teknik di Udine). Niente fuori-scena, ma tutto a vista, nudo, con al centro solo i corpi delle 8 attrici protagoniste di un loop senza inizio e senza fine della durata di tre ore, che lascerà liberi gli spettatori nella sua fruizione. 

“In Raffiche i gangster sono adesso un gruppo di attiviste che compie azioni dimostrative e di resistenza al regime di dominio e di controllo eterosociale. Donne con nomi maschili, quelli dell’opera originale, che imbracciano armi (giocattolo?) come critica radicale ai dispositivi disciplinari e coercitivi imposti dalla tecnologia biochimica e dal farmacopotere che, attraverso gli ormoni, detiene dagli anni Cinquanta del Novecento il controllo sui corpi, sui generi, e sulla nozione di «normalità».

Un estenuato ripetersi di raffiche di parole (e ironiche micro-danze) per non arrendersi, proprio come Rafale, che, nella nostra versione, anziché tentare il suicidio e rinunciare alla lotta (come avviene nel testo originale di Genet) non getta le armi e … “Continua a sparare. A sparare ancora (…) perché nella canna del mitra canti una voce nuova, si spezzino gli enunciati, vibri una parola che non appartiene più ad alcun autore, sganciata dalla miseria di un diritto negato. Gli spari, le esplosioni, le raffiche in arte non hanno niente a che spartire col terrorismo e col terrore del mondo. Semmai sono un modo per attaccarlo, per farlo smottare, per smascherarne il fondo grottesco e vigliacco, per liberarci dalla paura.”
Motus

www.motusonline.com