Udine | Teatro Palamostre, Sala Pier Paolo Pasolini
24 febbraio, ore 21.00

Intero 20,00 €
Ridotto 17,00 €
Studenti 12,00 €
vai alla biglietteria Contatto
acquista biglietto su vivaticket

Bau #2

BARBARA BERTI è una danzatrice e performer che ha sviluppato un metodo di lavoro centrato sull’esplorazione delle connessioni invisibili fra corpo e mente, fra subconscio e percezione cosciente del reale. Bau#2 è una sua performance i cui il lavoro sul corpo crea la parola sotto gli occhi degli spettatori, mettendo in primo piano i processi che intercorrono fra pensiero e percezione, in una pratica originale e innovativa che espande la “Coscienza del corpo” e la “Coscienza della mente”, anche sulla base di pratiche rituali, meditative e bioenergetiche.

locandina
anno
2017
testo
dalla serie BAU - Coreografia del pensare
concetto, coreografia, danza, testo Barbara Berti
drammaturgia Carlotta Scioldo
scene/luci
assistente luci Liselotte Singer
produzione
spettacolo vincitore ex equo Premio Scenario 2017

24 febbraio ore 21
Udine, Teatro Palamostre, Sala Pier Paolo Pasolini

al termine dello spettacolo, Barbara Berti e Cristina Valenti, Presidente dell'Associazione Premio Scenario, incontrano il pubblico

Motivazione della Giuria del Premio Scenario 2017
“Colpisce la capacità di creare un linguaggio scenico nel quale la fisicità e il lavoro sul corpo creano la parola definendo un’identità artistica innovativa e originale. Il rigore del processo di ricerca, che si nutre anche di pratiche meditative e rituali, definisce una coreografia ipnotica e coinvolgente, un vero e proprio risveglio del corpo, creato da pattern e composizione in tempo reale. Barbara Berti esplora con consapevolezza lo spazio scenico e l’interazione con il pubblico.”
“BAU#2 si basa su una ricerca che dialoga sia con la parte più istintiva dell’uomo, con il suo subconscio, sia con la percezione cosciente della realtà.
Tale ricerca, iniziata nel 2013, ha dato vita a un metodo di lavoro applicato alla danza e alle arti performative, centrato sull’esplorazione delle connessioni invisibili tra corpo e mente, attivate in tempo reale dal performer e dagli spettatori in una sorta di interazione dialogica tra i rispettivi spazi interiori. Una pratica trasformatasi nel tempo in una precisa cifra stilistica, che pone al centro dell’indagine il pubblico come necessaria e imprescindibile polarità dell’atto performativo.
BAU#2 prosegue la ricerca, studiando più in profondità e in termini performativi i processi che intercorrono tra pensiero e percezione quando accadono in uno spazio condiviso; e come questi possono tramutarsi in una esposizione fisica, sia in chi li agisce sia in chi li osserva.
In particolare, BAU#2 vuole essere il terreno di verifica di uno stato mentale che permetta al corpo di muoversi in una specifica frequenza, al confine fra razionalità e inconscio, trovando il ritmo e la condizione che consenta al performer di attivare e incorporare un possibile equilibrio tra pensiero e percezione. Una pratica, ancora una volta, che tende a risolversi in un vero e proprio codice coreografico finalizzato alla creazione.
Il processo creativo si basa sullo sviluppo di pratiche che tendono a espandere la “Coscienza del corpo” e la “Coscienza della mente”, muovendosi dal rituale al performativo. Tali pratiche: “Meditazione del pensare”, “Meditazione del corpo”, “Meditazione della voce” generano specifici stati che creano una presenza performativa e uno specifico linguaggio coreografico. Contemporaneamente il processo si alimenta delle connessioni con alcune teorie sui processi mentali e fisici trattati in bioenergetica (Lowen). Tale creazione prende forma, si alimenta e modifica nell’incontro con il pubblico. Gli elementi parola, voce, corpo e luci creano una coreografia tra il visibile e l’invisibile, il materiale e l’immateriale.
BAU#2, in definitiva, è un movimento rituale.”
Barbara Berti

script execution time: 0,0064990520477295