Residenza 22 - ricci/forte

DIALOGHI / RESIDENZE DELLE ARTI PERFORMATIVE A VILLA MANIN

Residenza 22
10 - 30 novembre 2017
RICCI/FORTE
Effets Secondaires

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Residenza con Gianni Forte, autore; Stefano Ricci, autore e regista; Piersten Leirom, performer;  Liliana Laera, performer;  Stephane Pisani, elaborazione musicale; altri performer in via di definizione

Il progetto

Gli effetti collaterali sono quelli legati ad un’esperienza umana che lascia gli individui attoniti, smarriti, ma pervicaci nel voler trovare un senso alla catastrofe che li ha colpiti lasciandoli in vita. L’erranza, gli espulsi, i deportati, gli esposti alle radiazioni, gli esiliati, tutto un popolo di anime allontanate dal proprio habitat per ragioni di Stato, ideologiche o religiose. Tale confusione della mente e dell’anima, unita ad una cancellazione delle proprie impronte digitali native, genera un lavoro sul tema delle gesta umane che sollevano il mondo o che si sollevano contro di lui.
Azioni collettive o individuali, respiri di passione, di opere e pensiero. Ci sono comportamenti che dicono NO e azioni che dicono SI ad un mondo desiderato, immaginato, abbozzato ma capace di farci deglutire la sabbia del nostro Presente.

Incontri, interviste, suggestioni, ricordi innestati allo stile giornalistico di Svetlana Aleksievi?, premio Nobel 2015 per la Letteratura, per comporre un perimetro dove rintracciare la propria condizione di esiliato su un terreno minato come solo l’Esistenza può essere.

Rammendare le reti della propria fantasia, quando tutto sembra sciogliersi in un benessere fittizio. Quali sono le trappole di rassicurante certezza in cui ci depositiamo da soli? Quand’è che l’Arte, la Letteratura diventano fardelli insostenibili che ci allontanano dalla realtà e ci trasformano in esuli a noi stessi?
Voci sepolte, sovrapposte, infrante, in istituti di “apparente” sanità, che sgretolano le ore della propria esistenza, feroci come le graminacee che attecchiscono sul cemento. La follia è davvero una malattia o una manifestazione divina, un’espressione di libertà, un senso di conquista?  E come e in nome di chi vengono tracciati gli steccati di quella discutibile libertà? Una serie di interviste, in relazione tra pubblico e performer, per sviscerare il tema della creazione artistica come disagio e allontanamento dal reale.

In che modo si sono mimetizzate le frontiere che separano i popoli di un’Europa xenofoba? E sopra ogni cosa, la memoria racconta ancora un confine da varcare ed erigere con nuove barriere per scendere a patti col proprio vissuto? Quanto siamo spaventati da qualcuno differente da noi, in termini di etnia, lingua e abitudini? Quanto siamo disposti ad affrontare il nostro fantasma razzista?

Tipologia del lavoro

Per riattivare i meccanismi di un pensiero critico, vincendo il torpore televisivo, tenteremo nuove strade e nuovi codici drammaturgici d’espressione. Non vedere il teatro come un assoluto ma come una forma di apertura, di connubio con le altre discipline: danza, performance, poesia, musica popolare, giornalismo, arti visive.  Un’opportunità per l’attore di approfondire ed esplorare le proprie possibilità espressive attraverso il movimento e la parola. Così, travalicando l’esperienza personale, sarà finalmente testimone attivo di fronte al ritratto “polittico”, molteplice e cangiante di un Paese contemporaneo, il nostro.

Lavoro sulla s-composizione di un testo/strumento della parola

Esercizi di scrittura individuale e collettiva; possibilità narrative di un gesto; relazione fisica del corpo con la messa in scena della parola contemporanea; rapporto parola/immagine; rapporto attore/personaggio/persona/suono. Esercizi di ascolto, con raccolta testimonianze pubbliche per mettere a fuoco il crinale tra finzione e reale, stabilendo inevitabili connessioni tra platea e palco.

CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
T. +39 0432 504765 info@cssudine.it
ERPaC Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del FVG
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