Orestea

Valentino Mannias

locandina
anno
2020
testo
Eschilo
regia e adattamento drammaturgico Valentino Mannias
collaborazione drammaturgica dal greco Emilia Agnes
traduzione in inglese Dylan Hoffman
interpreti
Valentino Mannias, Marina Occhionero, Giuseppe Palasciano, Marco Spiga, Maria Grazia Sughi
con la partecipazione di 'Sòtziu Tenore Nugoresu' (Elias Brotzu, Gabriele Giuliano, Luca Giovoni, Andrea Porcheri)
scene/luci
scene Tiziano Fario
lighting design Loïc François Hamelin
musiche
composizione musiche e sound design Luca Spanu
e...
costumi Serena Trevisi Marceddu
assistente alla regia Ida Angela Treggiari
produzione
Sardegna Teatro, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG


“L’oggetto del nostro incontro riguarda l’Orestea di Eschilo, un classico che racconta la nascita della democrazia in Occidente e il rapporto che gli uomini e le donne hanno con l’oltrevita. Probabilmente la si metteva in scena dall’alba al tramonto e il pubblico partecipava alle danze e ai canti intorno all’ara come si fa oggi nelle manifestazioni civili e religiose in Sardegna o nei cori gospel delle chiese di Harlem.

Agamennone non può partire per la guerra di Troia perché una tempesta blocca le navi sulle coste d’Aulide. L’indovino Calcante proclama che gli dèi, per calmare il mare, vogliono il sacrificio di sua figlia Ifigenia. Davanti alla scelta tra far morire sua figlia o il suo popolo Agamennone sacrifica lei e la flotta può partire. Al suo ritorno, dopo dieci anni, verrà ucciso per questo da sua moglie Clitennestra. Così anche Oreste, il loro figlio, avendo saputo l’accaduto, di ritorno dall’esilio
ucciderà sua madre. A questo punto la società, regolata finora dalla legge di vendetta, dovrà scegliere se lasciar morire Oreste o perdonarlo, istituendo il primo tribunale della storia dell’umanità.
Durante il periodo di ricerca è stato interessante interrogare il nostro rapporto con la giustizia, con la morte, tradurre dal greco per poi agire quelle parole sentendole necessarie oggi in una dimensione pubblica, rimettendo il Coro, inteso come comunità che rievoca la storia di Oreste, al centro della tragedia antica.

Uno dei punti focali dell’estetica di questo nostro lavoro risiede nell’incontro con “Sòtziu Tenore Nugoresu” un gruppo di giovanissimi artisti che nascono nel 2015 con l’intento di ricercare e divulgare il modo più antico e autentico del canto a tenore nuorese.
Il Canto a Tenore è la forma polivocale più antica della Sardegna e probabilmente del Mediterraneo. Una sonorità straordinaria che nasce dall’imitazione dei suoni della natura e degli animali dando vita a un suono di insieme di quattro voci.
Dal canto del bue prende vita il re Agamennone, dal verso dell’agnello il lamento di Oreste, e dall’imitazione del vento e delle campane Cassandra, la profetessa non creduta dal popolo.

Condividendo la necessità di ritrovare lo spirito che fondò le nostre leggi e la nostra cultura, l’arte del teatro ci sembra poter giocare un ruolo fondamentale nell’evocare la Storia per riflettere sul nostro presente, ripercorrendo insieme quel dolore che porta al culmine della sapienza. Nell’armonia tra la spinta del ventre tenebroso e l’abbaglio della ragione le Erinni diventano Eumenidi; e noi onoreremo l’altare di Dike rispettando l’ospite che giunge alla nostra casa?”
Valentino Mannias