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    Bovary

    Udine | Teatro S. Giorgio, Sala Harold Pinter
    10 aprile 2027 ore  21:00

Udine | Teatro S. Giorgio, Sala Harold Pinter
10 aprile 2027 ore  21:00

Intero 22,00 €
Ridotto 19,00 €
Studenti 10,00 €
vai alla biglietteria Contatto

Manifatture Teatrali Milanesi / Stefano Cordella / Bovary

Bovary

locandina
anno
2027
testo
da Madame Bovary di Gustave Flaubert
ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia Elena C. Patacchini
interpreti
Pietro De Pascalis e Anahì Traversi
scene/luci
scene Marco Muzzolon
disegno luci Fulvio Melli
e
costumi Giulia Giovanelli
progetto sonoro Gianluca Agostini
aiuto regia Marica Pace
assistente alla regia Giuseppe Tammaro
produzione
Manifatture Teatrali Milanesi

Spettacolo selezionato nell'ambito di Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo - Edizione 2025/2026



Dopo Le notti bianche, Stefano Cordella ed Elena Patacchini portano in scena un altro amore inquieto e struggente.
Emma Bovary non riesce ad accettare la mediocrità da cui è circondata. Vive intensamente il conflitto tra le infinite sfumature dell’ideale e la delusione del reale. Soffre nel vedere le sue aspettative tradite, è inquieta in ogni ambito della sua vita. Nel matrimonio, nel lavoro, nelle relazioni. La sua esistenza è un continuo trasloco da uno spazio del desiderio all'altro. La felicità sembra essere lì, a un passo. Ma non è mai abbastanza.
Lo spettacolo si concentra sulla relazione tra Emma e Charles Bovary. Sono scene di un matrimonio, brevi squarci sul loro amore sempre in discussione, sempre alla prova. Bovary racconta questo spazio instabile, sempre in trasformazione, che sfuma non appena sembra aver raggiunto una forma.
Emma ha una vita tranquilla. Un marito, una casa, un lavoro. Eppure è sempre inquieta. Trasloca, diventa madre, cerca un modo per dare un significato alla sua esistenza, ma le sue aspettative vengono sempre deluse. La sua ultima possibilità? Vivere un amore straordinario o qualcosa che almeno ci somigli. Così cerca una vita nuova, ma finisce per ritrovarsi sempre uguale a sé stessa: affamata soltanto di tutto quello che non c’è.

Immagini

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