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Le Etiopiche

Mattia Cason

locandina
anno
2022
testo
ideazione, drammaturgia, coreografia e regia Mattia Cason
interpreti
creazione e interpreti Mattia Cason, Katja Kolarič, Rada Kovačević, Tamás Tuza, Carolina Alessandra Valentini
con la partecipazione in video di Sirak, Berhanu, Dawit (rifugiati africani) / Odysseas Manidakis (giocatore di Bouzuki) / Nabi Aslam, Armin Hamdard, Arshaz Khan, Ayal Khan, Faisal Khan, Naveed Khan, Ramin Khan, Sulaiman Kharoti, Hamyoon Nabizada (Mama), Sharif (soldati di Alessandro)  / Shashe Capra, Arsema Amare Hagos, Tarik Ranieri (combattenti della resistenza etiope) / Alessandro Conte (Ibn Arabi) / Paolo Cacioppo, Alessandro Conte, Luca Vallata (AlKhidr)
scene/luci
disegno luci Aleksander Plut
e...
assistente alla regia Alessandro Conte
video Mattia Cason
riprese video Federico Boni, Mattia Cason, Andrej Lamut, Alberto De Nart, Francesco Sossai
autore e interprete della canzone Muhammad Abd AlMunem
animazione Alessandro Conte, Roberto Ranon
montaggio sonoro Lav Kovač
costumi Katarina Markov (Atelje d.o.o.), Claudia Cavagnis (La Cruna dell'Ago), Paola D'Incà (Fuori dai Piedi), Andrea Ferletic
oggetti di scena Diego Cason, Andrea Ferletic, Katarina Markov, Antonio Trinko, Vladimir Vodeb, Loris Zanetti
traduzioni Yonatan Esterkin (yiddish); Sorour Semsari Parapari, Sara Shmuel (persiano); Gianfrancesco Lusini (amarico); Giacomo Klein (greco moderno); Francesca Canzian (greco antico); Mert Aksu (turco); Muhammad Abd Almunem (arabo)
produzione
EN-KNAP Produzioni /CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
con il sostegno di Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin

ringraziamenti speciali a Diego Cason, Rosaria Ranon, Alice Cason, Arkan Mama Sheikh, Giacomo Piazza, Tomaž Grom, Špela Trošt
le riprese video al Teatro romano di Trieste sono state effettuate su autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali - Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia

Spettacolo vincitore del Premio Scenario 2021

LE ETIOPICHE
è la prima parte di una trilogia incentrata sulla figura di Alessandro Magno, un Alessandro inteso non come grande conquistatore, ma come simbolo d’una curiosità irrefrenabile per tutto ciò che è altro, diverso, straniero.
LE ETIOPICHE lancia un appello per un'Europa più unita e più afroasiatica.

Questa prima parte si concentra sull’inizio dell’avventura d’Alessandro, sul suo sbarco in Asia e sull’incontro con Memnone di Rodi, un mercenario greco al soldo dei persiani.
L’incontro tra questi due personaggi diviene uno spunto per parlare di migrazioni contemporanee.

In quel confine tra Greci e Persiani, tra “Noi” e “Loro”, che assume tratti archetipici per lo stesso mito d'Europa, l’Unione Europea sembra avere l’ultima occasione per realizzare il suo progetto, quello di divenire un soggetto politico fondato su un nuovo modello di coesione sociale. Un modello che superi il paradigma etnico-nazionale e che riconosca l’“altro” in quanto necessario alla comprensione del “sé”.
LE ETIOPICHE ricorre contemporaneamente a due diversi linguaggi, la danza e il video.
La danza segue la linea drammaturgica che descrive la vita di Alessandro, le sue avventure e i suoi incontri, mentre il video si inserisce in quella narrazione con storie di rifugiati del nostro tempo.
Finzione e realtà si incrociano così continuamente fino a mettere in discussione la contrapposizione tra partenza e ritorno, tra "Èxodus" e "Nòstos".
Alessandro sta lasciando la Macedonia per l'ignoto o sta di fatto tornando verso i luoghi a cui sente di appartenere?
E soprattutto: i rifugiati di oggi stanno davvero solo scappando da guerre e persecuzioni o stanno anche loro tornando a casa, esattamente come i soldati di Alessandro dopo il loro ammutinamento sulle rive del fiume Ifasi?
Lo spettacolo ha vinto il PREMIO SCENARIO 2021, assegnato ogni anno dai Teatri soci dell’Associazione Scenario.
Dalla motivazione del Premio Scenario: “Storia e mito, plurilinguismo e multidisciplinarietà, complessità concettuale e artigianato teatrale che ricollocano nel passato tematiche del presente. Le Etiopiche rilegge l’epica di Alessandro Magno alla luce della contemporaneità, aprendo una riflessione sull’Europa di oggi, in una prospettiva che contempla l’accoglienza come opportunità piuttosto che come limite. (…) È così che prende forma l’idea di un’Europa del futuro, di matrice afroasiatica, aperta a una nuova socialità, più umana e più etica.”

Mattia Cason
si è laureato in Antropologia e studi visivi all'Università di Siena. Successivamente ha proseguito i suoi studi all'Università di Bologna, conseguendo un Master in Etnologia e Antropologia Culturale. Tra il 2009 e il 2012 ha studiato e si è diplomato in recitazione all'Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" di Udine. Successivamente si trasferisce a Tel Aviv, in Israele, per studiare danza presso "Haqvutza beYafo". Nel 2013 è ammesso a "The Maslool" Dance program e continua la sua formazione nell'arte della danza. Da allora, ha danzato con Fresco Dance Company (2015-2017), Inbal Dance Company (2017-19) e in diversi progetti indipendenti, con coreografi come Michael Getman, Mor Shani, Maya Yogel e altri.
Nel febbraio 2020 ha preso parte allo spettacolo "Mileva" di e con Ksenjia Martinović, prodotto dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Nel febbraio 2020 si trasferisce a Istanbul dove inizia a lavorare con la coreografa Isil Biçakçi, ma l'emergenza Covid 19 lo costringe a rimandare il progetto. Dal 2021 è membro della Compagnia EN-KNAP, l'unica formazione stabile di danza contemporanea della Slovenia.

Immagini

Tournée

Anteprime
26 e 27 gennaio 2022, ore 19.00
Lubiana, Center kulture Španski borci
5 marzo 2022 ore 21
Vicenza, Teatro Astra 
11 marzo 2022 ore 20.45
Verona, Teatro Camploy

Prima nazionale 
17 marzo 2022 ore 21
18 marzo 2022 ore 16.30
Generazione Scenario 2021

Napoli, Teatro Bellini

Tournée
26 marzo 2022 ore 20
27 marzo 2022
ore 17
Bologna, Teatri di Vita
19 ottobre 2022
Festival delle CollineTorinesi

Torino, Teatro Astra

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