La foresta dei no

Giuliano Scarpinato

CREDITS
year
2026
text
ideazione, regia, drammaturgia, costumi Giuliano Scarpinato
cast
Giulia Di Sacco e un attore in via di definizione
in video Ilaria Genatiempo
voce off Giuliano Scarpinato
set & lighting design
scene/video Andrea Pizzalis
luci/suono Giacomo Agnifili
production
Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Viola Produzioni, Elsinor - Centro di Produzione Teatrale 
residenza produttiva PimOff Milano

fascia d’età: 8+

…La foresta dei no sta germogliando di nuovo. La combatterò con ogni sì, ogni dono, ogni gesto positivo, generoso e di abbandono di sé che possiedo.
Patricia Highsmith, diari

Mia ha 13 anni e vive in una foresta diversa dalle altre: è la foresta dei NO, fitta d’alberi dalle chiome foltissime che le impediscono di vedere cosa c’è al di là del suo perimetro. Sempre sola con se stessa, Mia è triste e piange spesso, inconsolabile. Finché la foresta decide di generare per lei, dalla pancia di una grande quercia, Bella: una specie di fata un po’ più grande di Mia, incantevole d’aspetto e dalla presenza quasi evanescente. Mia è felice d’avere finalmente una compagna con cui parlare, ma presto si rende conto che Bella non è proprio una sua amica: alle richieste di accompagnarla fuori dalla foresta risponde sempre di no, che non si può, che Mia non è pronta. Cosa c’è che non va?, le chiede la ragazzina. Il tuo naso, Mia. E poi la pancia, la tua bocca… Bisognerà fare un gran lavoro. Riuscirà Mia a uscire dalla foresta dei no e a restare se stessa senza cedere ai ricatti di Bella?

Note di regia
Il rapporto dei giovani con il corpo è uno dei temi più critici della nostra attualità. Persi nei molteplici specchi deformanti di social e web, ragazzi e ragazze sono spronati in età precocissima a una competizione senza fine, che acuisce sensibilmente la problematicità, già intrinseca all’adolescenza, del rapporto con la propria immagine. Influencer e virtual influencer somministrano in maniera apparentemente innocua, ogni giorno e a ogni ora, infide pillole d’insicurezza e insoddisfazione: la pancia non è mai abbastanza piatta, il naso mai abbastanza dritto, le labbra non abbastanza turgide, i muscoli non abbastanza gonfi. Difficile, senza una guida, distinguere la realtà dal sogno, il vero dal percepito: il rischio è quello di cadere, troppo presto, nella trappola di infinite sequele di interventi chirurgici, così da abbandonare un aspetto ancora in divenire per uno certamente attraente, vincente e quanto mai "a portata di mano". Come fermare questa pericolosa tendenza? Come educare i giovanissimi a un più sano rapporto con il corpo, inscindibile peraltro da una buona affettività?
La foresta dei no è una favola iniziatica. Non pretende certo di offrire soluzioni a problemi di grande portata, o di impartire insegnamenti all’ombra di intenzioni paternalistiche. Semplicemente, con il simbolismo tipico della fiaba, vuole mettere sul piatto il cuore di una questione molto delicata, con la speranza di generare nel giovane pubblico pensieri ed emozioni in grado di mettere in discussione i diktat della società in cui si trova immerso.
Giuliano Scarpinato

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