Uno spettacolo di fantascienza

Liv Ferracchiati

locandina
anno
2022
testo
testo e regia Liv Ferracchiati
interpreti
Andrea Cosentino, Liv Ferracchiati e Petra Valentini
scene/luci
scene e costumi Lucia Menegazzo
luci Lucio Diana
musiche
suono e musiche Giacomo Agnifili
e...
aiuto regia Anna Zanetti
dramaturg di scena Giulio Sonno
lettore collaboratore Emilia Soldati
produzione
una co-produzione Marche Teatro / CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Teatro Metastasio di Prato

4 e 5 marzo 2022 ore 21
Teatro Contatto
Udine, Teatro S. Giorgio

INCONTRI / Il futuro accade
28 febbraio ore 18, Teatro Palamostre
Salvare il Pianeta, cambiare Generi?
Chiara Valerio (editor Marsilio) e Liv Ferracchiati presentano il romanzo Sarà solo la fine del mondo (Marsilio Editore, 2021).
ingresso libero
5 marzo, Teatro S. Giorgio
Al termine dello spettacolo, Liv Ferracchiati e la compagnia incontrano il pubblico.

Liv Ferracchiati, autore, regista e performer, ha scritto Uno spettacolo di fantascienza fra l’estate del 2020 e quella del 2021, mentre veniva coinvolto come autore nel percorso dell’Ecole des Maitres 2020, l’edizione speciale in tempo di pandemia, dedicata ai drammaturghi e diretta da Davide Carnevali.
Ispirato all’ultimo progetto, mai realizzato, di Cechov, una pièce ambientata su una nave diretta al Polo Nord, Ferracchiati riprende l’idea di quel viaggio e la immagina collegata con il tentativo dei suoi tre personaggi di scongiurare una catastrofe climatica, mentre sperimentano la fine di un altro mondo, quello della gabbie di schema sesso-genere, della Norma del patriarcato.

Tre persone, quasi un triangolo.
Una nave, diretta al polo.
La catastrofe climatica, tutta attorno.
E il mondo: prossimo alla fine. Forse già dopo la fine.
Meglio.
Un uomo, adulto.
Una donna, più giovane.
Un altro uomo, che in realtà non è proprio proprio… ma neanche…
Daccapo.
Tre persone, in viaggio, lasciano un mondo, il loro, che sta per venire meno.
Prima di scoprire se mai approderanno chissà dove o chissà a cosa, insomma, se mai si salveranno, sono costretti al confronto.
Ciascuno parte dal proprio passato (o l’identità se si preferisce) e dal passato di quel mondo che sta per collassare (o la storia, con la maiuscola, sempre se si preferisce): ma è possibile ancora affidarsi ai principî di un mondo che era mentre si va incontro a un mondo che forse sarà?
Liv Ferracchiati

Dice Liv Ferracchiati
“Ciascuno dei personaggi di Uno spettacolo di fantascienza parte dal proprio passato (o l’identità, se si preferisce) e dal passato di quel mondo che sta per collassare (o la storia, con la maiuscola, sempre se si preferisce): ma è possibile ancora affidarsi ai principi di un mondo che era mentre si va incontro a un mondo che forse sarà?
Il tempo intanto si dilata, passa e non passa, ciò che accade ora potrebbe essere già accaduto, o forse potrebbe averlo già deciso qualcuno, scritto magari, e quando? E chi? Un fato tragico attende.
Certo però che se il demiurgo è un drammaturgo pigro che non sa mai come finire, anzi, che non sa neanche come ha iniziato, perfino la consolazione della tragedia sfuma.
Lo spazio, pure, si fa incerto. La nave, no!, la scena, no!, la nave… La scena, i tre, la fanno come possono, ma manca loro il destino. Così, indugiano.
E mentre tutto si mescola, il qui e l'ora, il lì e l’allora, subentra qualcos’altro, qualcosa che sfugge alle definizioni, alla storia, alle identità. E anche a loro. Qualcosa che non rassicura ma accoglie, qualcosa che li tiene insieme. Un altro mondo forse, non necessariamente nuovo, sicuramente svecchiato. Più che fluido, primigenio, probabilmente.
Un mondo futuro passato dove finire a ricominciare.

Liv Ferracchiati (Todi, Italia, 1985) è un autore e regista italiano. Debutta nel 2013 con la sua prima scrittura e regia, Pulp Hamlet. Nel 2015 fonda la compagnia teatrale The Baby Walk e inizia a scrivere e dirigere la Trilogia dell’identità, sui temi transgender: Peter Pan guarda sotto le gonne (Capitolo I) (spettacolo premiato al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro), Stabat Mater (Capitolo II, 2017) con cui vince il Premio Hystrio Nuove scritture di Scena 2017, Un eschimese in Amazzonia (Capitolo III), vincitore del Premio Scenario 2017. Alla Biennale di Teatro 2020, una menzione speciale è stata attribuita dalla giuria a La tragedia è finita, Platonov, sua riscrittura dell’omonimo testo di Anton Cechov. È tra gli autori selezionati a partecipare all’edizione speciale École des Maîtres 2020, dedicata ai drammaturghi europei.

Tournée

4-5 marzo 2022, ore 21.00
Teatro Contatto 40
Udine, S. Giorgio, Sala Pinter