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    Kafka e la bambola viaggiatrice

    Udine | Teatro S. Giorgio
    10 novembre 2019 ore  17:00
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Kafka e la bambola viaggiatrice

regia Fabrizio Pallara
per adulti e bambini dai 6 anni

locandina
anno
2019
testo
tratto dal romanzo “Kafka y la muñeca viajera” di Jordi Sierra i Fabra
adattamento e drammaturgia Valerio Malorni e Fabrizio Pallara
regia
Fabrizio Pallara
interpreti
Desy Gialuz e Valerio Malorni
scene/luci
scene e costumi Fabrizio Pallara e Luigina Tusini
e...
immagini video Massimo Racozzi
ideazione e costruzione bambola Ilaria Comisso
organizzazione Sara Ferrari
produzione
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con teatrodelleapparizioni


“Ispirato a un episodio reale della vita di Kafka, una storia sull’incontro fra il mondo degli adulti e quello dei bambini”

Un pomeriggio, un parco, Berlino. Il 1923. Franz Kafka ritroso scrittore ancora non raggiunto dalla fama s’imbatte in una bambina disperata perché ha perso la sua bambola. Questo incontro inaspettato rappresenta lo spunto per l’ultima opera del grande scrittore, un’ispirazione. Ventuno giorni e tante lettere per immaginare un’altra verità: la bambola non è andata perduta, è partita per un lungo viaggio in giro per il mondo. Così Kafka s’inventa “postino delle bambole”. Della bambina nessuna traccia, degli scritti nemmeno, ma Jordi Sierra i Fabra, autore catalano, prova a ricostruire cosa potrebbe essere accaduto, a riempire i buchi di quella strana e misteriosa vicenda, regalando ai lettori un piccolo libro prezioso e intenso. È una storia adulta che parla di nostalgia, inquietudini, vita che corre via, è una storia dell’infanzia che dice di stupori, occhi aperti sul mondo, vita che arriva tumultuosa e piena. È il racconto delle separazioni e dell’abbandono, di come si impara a stare dentro al cambiamento, e di quanto si possa raccogliere dagli incontri, anche i più inattesi. Dentro una scena essenziale e con l’aiuto di videoproiezioni, che animano e descrivono i luoghi, le fantasie e il viaggio straordinario della bambola, si sviluppa un dialogo profondo tra i due protagonisti, capace di dare un senso, un ordine alla realtà, e di trasformare il dramma della perdita in un’occasione di crescita. Un incontro tra umanità, tra condizioni diverse, diversi tempi della vita, ma dentro un’esperienza che appartiene a tutti: crescere, cambiare, lasciar andare.

In dialogo con l’infanzia tra letteratura e teatro
Un Kafka inaspettato, travolto da un incontro lieve e trasportato in un mondo che non ricorda più: quella bambina è per lui l’occasione di cercare dentro di sé le parole dell’infanzia, ed è per i lettori l’occasione di riscoprire un Kafka che non è kafkiano, un Kafka che i vari biografi descrivono come uomo ironico, vitale, sempre pronto allo scherzo, mimo d’eccezione per l’ilarità degli amici. Con questa profonda leggerezza vediamo un grande scrittore esplorare, inventare, provare una lingua nuova, trovare un modo diverso, che è anche un’attitudine del corpo, per parlare, per scrivere e raccontare. Lo osserviamo fare in qualche modo ciò che ogni adulto fa quando si relaziona con i bambini.
Di fronte a sé ha forse per la prima volta una spettatrice, e non una lettrice, con le sue attese, i desideri, vivi, e allora lui diventa quasi un attore, lentamente entra in questa straordinaria storia che compone mentre la vive.
È un testo che mette dinanzi agli adulti le difficoltà - e insieme tutta la tenerezza - che si incontrano nel tentativo di accompagnare i bambini a capire, a crescere. Ai bambini parla di questioni universali, con le loro parole e la disarmante semplicità di un grande artista, che assapora di nuovo la vita guardando negli occhi e nei sentimenti di un’età per lui lontana.
Sono mondi che s’incontrano attraverso la narrazione delle paure e delle bellissime scoperte che grandi e piccoli affrontano, ognuno con il proprio punto di vista e dentro al proprio tempo.

Note di regia e drammaturgia
“Dalle pagine dello scrittore spagnolo alla messa in scena il testo ha subito delle variazioni, necessarie, per raccontare con gli strumenti a disposizione del teatro ciò che un romanzo fa solo con le parole. La nostra bambina è una bambola manipolata da un'attrice, teatro d'attore e di figura, accompagnato da un lavoro di videoproiezioni che raccontano il viaggio di Brigida; tra manipolazione, narrazione e interpretazione lo spettacolo si sviluppa in un interno, la casa, e un esterno, il parco, mettendo a confronto il fuori, luogo di immaginazioni e fantasia e il dentro, spazio della consapevolezza, dell'età adulta che si interroga. L’occasione dunque per far dialogare letteratura e teatro per le nuove generazioni, continuando a cercare i modi in cui si può parlare a chi sta iniziando a incontrare la vita. I timori, la ricerca di certezze, l’incoscienza vitale, gioie e dolori improvvisi e così forti: tutti tumulti che gli adulti dimenticano, o vivono in modo più appannato, sono per i bambini sentimenti deflagranti e potenti. È della potenza della vita che si parla in questo spettacolo. Uno spettacolo che esiste grazie al guizzo geniale di un grande scrittore in un pezzetto della sua vita sconosciuto ai più, e grazie alla curiosità e all’attenzione con cui un altro scrittore ha saputo raccogliere e raccontare una storia, per farla arrivare fino a noi”. Valerio Malorni e Fabrizio Pallara

Immagini

Tournée

6, 7, 8, 9 novembre 2019
ContattoTIG 19-20
Udine, Teatro S. Giorgio
10 novembre 2019, ore 17
ContattoTIG in famiglia 19-20
Udine, Teatro S. Giorgio
12 novembre 2019
ContattoTIG 19-20
S. Giorgio di Nogaro (UD) Auditoium San Zorz
13 e 15 novembre 2019
ContattoTIG 19-20
Cervignano (UD) Teatro Pasolini
23 e 24 novembre 2019 ore 12, 16 e 19
Romaeuropa Festival
Roma, Mattatoio - Teatro 1
26 e 27 gennaio 2020
Riccione (RI), Teatro Tondelli
4 febbraio 2020
Padova, Teatro Don Bosco
5 febbraio 2020
Mira, Villa dei Leoni
6 febbraio 2020
Vicenza, Teatro Astra
26 e 27 febbraio 2020
Cascina, Fondazione La città del Teatro, Sala Piccola