Laboratorio #2
Casi

IDENTI-KIT
Laboratori teatrali gratuiti per studenti dell’Università di Udine

Essere e non essere. Laboratori di personalità in divenire. Una molteplicità di profili e sfere private,
pubbliche, immaginarie, da mettere in scena dentro la vita di ogni giorno.

Identi-Kit è un originale e innovativo percorso che stimola a riflettere e conoscere più da vicino o da insoliti punti di vista le nostre identità, singole e plurali, attraverso gli strumenti creativi del teatro. È ideato e condotto da Nicoletta Oscuro, Gabriele Benedetti e Rita Maffei, attori e registi professionisti, pronti a sperimentarsi assieme agli studenti dell’Ateneo friulano che desiderano intraprendere un nuovo viaggio dentro e fuori di sé, mettersi in gioco, confrontarsi e giocare con il Teatro. I laboratori sono gratuiti, previa iscrizione (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

info e prenotazioni: info@cssudine.it
Tel: +39.0432.504765

Lunedì 14, 21 gennaio
4, 11, 18 febbraio
18, 25 marzo
1, 8 aprile 2019
Teatro Palamostre 18.30→20.30
Laboratorio #2
CASI
a cura di Gabriele Benedetti

“Trovo affinità con queste parole di Daniil Charms (Pietroburgo 1905 – Leningrado 1942): «A me interessano solo le “sciocchezze”, solo ciò che non ha alcun significato pratico. La vita mi interessa solo nel suo manifestarsi assurdo. Eroismo, pathos, ardimento, moralità, commozione e azzardo sono parole e sentimenti che mi sono odiosi. Ma comprendo perfettamente e ammiro: entusiasmo ed esaltazione, ispirazione e disperazione, passione e riservatezza, dissolutezza e castità, tristezza e dolore, gioia e riso». Le prime categorie che esprime portano alla retorica, alla propaganda e allo spettacolo per il popolo, con le seconde appare il Teatro. Il laboratorio vuole inoltrarsi in particolare fra le pagine scritte da Charms per un libro, intitolato “Casi” (Adelphi, 1990): raccoglie piccoli racconti, dialoghi fulminanti, sprazzi che sono come immagini riprese da remote telecamere di sorveglianza che, ormai, ci osservano quasi sempre ed in  ogni dove. Riusciremo a scomparire, a far perdere le nostre tracce - o per lo meno a cercare di renderle poco interessanti da essere seguite – in mezzo a questa marea di dati che consenzienti contribuiamo a produrre ma che poi ci inseguono? In mezzo a questa marea di occhi, non più umani, che ci osservano? Ed ancora, alla fine: vogliamo essere ritratti, o magari abbiamo voglia di farci ritrarre noi? “Casi” - di cui metteremo in scena alcuni brani - e queste suggestioni faranno da guida al laboratorio insieme ad un’altra parola chiave: divertirsi, nella sua etimologia più affine al teatro, ovvero: divergere da se stessi, liberandosi da un peso. Ma allo stesso tempo interpretare lo spirito dei tempi, recitare delle identità complesse della contemporaneità, quali noi siamo: con le nostre una o più vite private, e la nostra vita in pubblico, che è sempre più pubblico. Ma tutto questo è anche il nostro pubblico.”
Gabriele Benedetti