Ecole des Maîtres 1999

ECOLE DES MAÎTRES 1999
corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale
diretto da Franco Quadri
VIII EDIZIONE: 1 agosto - 24 septembre 1999



Eimuntas Nekrosius, Massimo Castri, Jacques Lassalle


ITALIA Fagagna (Ud) / 1 - 16 agosto 1999
laboratorio su Il Maestro e Margherita
maestro Eimuntas Nekrosius
assistente Adele Tamuleviciute

BELGIO Bruxelles / 19 - 29 agosto 1999
laboratorio su La ragione degli altri
maestro Massimo Castri
assistente Marco Plini

FRANCIA Saint–Priest–Taurion (Limoges) Ville Le Mazeau - Académie Théâtrale de l’Union / 29 agosto - 24 settembre 1999
laboratorio su Monsieur de Pourceaugnac
maestro Jacques Lassalle
assistente Sylvie Levesque

allievi
Ricardo Aibeo (Portogallo), Elena Arvigo (Italia), Emanuele Maria Basso (Italia), Julie Binot (Francia), Fabrice Boutique (Belgio), Angelique Clairand (Francia), Rita Maria Durao (Portogallo), Sophie Delfosse (Belgio), Mary Fany (Francia), Marco Fubini (Italia), Cristian Maria Giammarini (Italia), Sylvain Honorez (Belgio), Silvia Iannazzo (Italia), Laurent Joly (Francia), Michel Jurowicz (Belgio), Stephan Lalloz (Francia), Anne Paulicevich (Belgio), Sebastien Raymond (Francia), Isabelle Renzetti (Belgio), Irene Zagrebelsky (Italia)

promosso e organizzato da:
ETI – Ente Teatrale Italiano, Centro Servizi e Spettacoli di Udine, CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (Belgio), Ministère de la Culture, Direction du Théâtre et des Spectacles (Francia), Académie théâtrale de l’Union (Francia),
AFDAS – Fonds d’Assurance Formation des activités du Spectacle (Francia), Ministério da Cultura-Instituto Portugûes das Artes do Espetáculo (Portugal), Teatro Scuola d’Arte Drammatica di Mosca (Russia)
con la partecipazione di:
Commissione Europea – programma Kaléidoscope – DG X
con il sostegno di:
Ministero dei beni e Attività Culturali, Dipartimento dello Spettacolo (Italia), Regione Friuli Venezia-Giulia (ITALIA), Provincia di Udine (ITALIA), Comune di Fagagna (ITALIA), Centre Culturel Le Botanique, Ministère de la Culture de la Communauté française, Service de Théâtre (Belgio), Commission aux Relations Internationales (Belgio)


Dopo qualche anno di stabilità tesa a elaborare su lunghe durate un’idea di spettacolo, l’Ecole des Maîtres torna perla sua nuova edizione alla scelta itinerante che ne ha contraddistinto gli inizi. Pone dunque l’accento sulla multinazionalità dei suoi allievi, ma anche del percorso da questi seguito nei loro stages e soprattutto sottolinea la pluralità dei maestri, che cambieranno tre volte durante le fasi dei laboratorio e alterneranno ogni volta una mutante   nazionalità, allo stesso modo in cui proporranno a ciascun passaggio il variare dello rispettive concezioni del teatro.
Dall’attrezzata base friulana di Fagagna, unica sede di lavoro dell’Ecole nelle ultime edizioni, si tornerà stavolta in Belgio, nella capitale europea, per chiudere i seminari al Centre di Saint-Priest Taurion presso Limoges, città del Mezzogiorno francese da tempo consacrata a riunire biennalmente la scena dei diversi paesi francofoni.
A dare il via sarà il regista lituano Eimuntas Nekrosius che, nell’ultimo ventennio del secolo, s’è guadagnato un’aureola di solitario e ammirato maestro coi suoi spettacoli elementari e barbarici: dalla visionarietà pittorica di Pirosmani Pirosmani che lo lanciò internazionalmente come “un Wilson dell’Est”, al grottesco dei suoi Cechov, ma anche dei Gogol e dei Puskin, violentemente e politicamente antinaturalistici, fino all’approdo a uno Shakespeare primitivo e crudele, espresso col gusto della saga nordica, senza ignorare un timbro metafisico.
Specialista nell’isolare alcuni particolari dell’azione e nel far cimentare i suoi attori con oggetti simbolici dalle molte facce in sequenze caratterizzate dall’inventività del gioco, Nekrosius affronta in quest’occasione il suo primo laboratorio di formazione con attori estranei alla sua scuola, alla sua lingua e al sue paese. Proporrà per l’occasione come tema di studio e di esercitazione un romanzo importante e denso di straordinaria suggestione come Il maestro e Margherita di Bulgakov, che ha già tentato teatranti di grido ed è evidentemente nei piani dei regista di Vilnius, non nuovo al lavoro sulla narrativa. Oltre al Naso del citato Gogol si ricorda l’esemplare adattamento di Un giorno come un secolo di Aichmatov, ambientato in uno sperduto villaggio uzbeco in prossimità di un cosmodromo, di cui realizzò a metà degli anni ‘80 con lo Jaunimo Teatras (Teatro dei Giovani) di Vilnius un mirabile spettacolo: una serie di flashback sconvolgenti conduceva da quel territorio militare alieno e segreto nella zona della memoria altrettanto proibita dei pogrom degli anni ‘30, rivisitata nei giorni della gioia popolare per l’abbattimento dei mito di Stalin.
Nekrosius ne faceva, agli albori della perestrojka, un momento di teatro necessario, dimostrando una rara capacità di ricostruire con semplici mezzi teatrali qualsiasi situazione e un’impressionante facilità nel trasformare un drappello d’attori in un popolo e pochi oggetti nei volti dei mondo, con un effetto straordinario di coralità.
Maestro della seconda sessione sarà Massimo Castri, che è oggi uno dei registi-guida dei teatro italiano, conosciuto all’estero soprattutto per le sue rivoluzionarie letture di Goldoni e Pirandello. Legato da sempre alla passione per la pedagogia dell’attore, persegue da anni uno studio sul naturalismo che lo ha condotto a profonde e rivelatrici rivisitazioni dei teatro ibseniano, ma anche a vedere in Euripide un precursore illuminato dei nostro dramma verista.
Ultimamente, prima allo Stabile dell’Umbria e attualmente al Metastasio di Prato, Castri ha creato un vero teatro d’arte per realizzazioni classiche da antologia di marchio strehleriano data la bellezza figurativa e la cura particolare, come per esempio nell’Elettra euripidea e nella Trilogia della villeggiatura goldoniana, presentata in tre giornate. Per il rapido periodo dell’Ecole Castri ha pensato di riprendere in esame un lavoro minore ma prezioso di Pirandello da lui già montato, a distanza di anni, in due diverse edizioni: La ragione degli altri, una sorta di teorema borghese su un giornalista con doppio ménage, che permette di smontare una tecnica drammaturgica di scrittura mediante un rigoroso confronto tra testo e sottotesto. Ma l’operazione sarà integrata da una ricerca di connessioni con Orgia, oggetto di un suo recente spettacolo critico, permettendo un confronto dei linguaggio e delle tematiche di Pasolini con le premesse del drammaturgo siciliano.
Chiuderà il ciclo, in coincidenza con l’apertura dei Festival di Limoges,  Jacques Lassalle, che, a differenza dei predecessori d’insegnamento, dell’Ecole è un veterano, avendo testimoniato personalmente delle sue esperienze di regista, direttore di istituzioni e maestro d’attori alla sfilata di autobiografie che inaugurò questa iniziativa nel 1990 a Bruxelles, e che quattro anni dopo ha inaugurato la sede di Fagagna, montando in una sessione di soli dodici giorni un romanzesco Don Giovanni involontario attraverso scene di cinque drammi cechoviani in un susseguirsi di spazi anche esterni. Per vicinanza d’ambientazione Limoges gli ha invece suggerito di rivolgersi al Monsieur de Pourceaugnac del prediletto Moiière, che elesse una regione circostante a teatro delle sue comiche imprese. E si allarga così un quadro che investe epoche lontane e stili e contenuti divergenti da misurare con le quattro lingue dei venti stagiaires belgi, francesi, italiani e portoghesi dell’ottava edizione dell’Ecole des Maîtres.
Franco Quadri

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