Di'speranza

concerto per il 6 maggio 1976, da Charles Péguy e da Il Libri dai Salms, con due scritti di Duilio Corgnali, ideazione artistica di Alberto e Giuseppe Bevilacqua

locandina
anno
2016
testo
concerto per il 6 maggio 1976
da Charles Péguy e da Il Libri dai Salms
con due scritti di Duilio Corgnali
interpreti
voce recitante Giuseppe Bevilacqua/Massimo Somaglino
voce solista Elsa Martin
violino Anna Apollonio
oboe e corno inglese Enrico Cossio
viola Margherita Cossio
arpa Serena Vizzutti
corno Mauro Verona
contrabbasso Luca Zuliani
musiche
musiche originali Renato Miani
e...
immagini di Alberto Bevilacqua e Stefano Bergomas
ideazione artistica di Alberto e Giuseppe Bevilacqua
produzione
una produzione CSS Teatro stabile di innovazione
con il sostegno di Fondazione CRUP

Arcidiocesi di Udine
Per il 40 del Terremoto del Friuli

Furtunâts i muarts sot tiere / che an finît la lôr stagjon / che an sierât i voi adôre / e no san cheste passion”.
E’ stato il canto sillabato da una signora di Ospedaletto di Gemona la notte del 6 maggio 1976, la notte dell’Orcolat.
Apparentemente disperato quel canto, ma anche no, se tenuto conto dell’animus friulano per cui l’accento non sta tanto nel disastro di vite e di macerie quanto, invece, sulla fatica del dover ricominciare da capo a vivere.
D.M. Turoldo scrive in sua poesia:
Così cerca di prolungarsi il pianto
nella notte, ma già il mattino sorge:
mistero d’amore è la nostra parabola
”.

Lo spettacolo teatrale/musicale che proponiamo vuole evocare quel lungo tratto di “passione” vissuto dal popolo friulano soprattutto nel primo anno di terremoto.
Quel primo anno è stato cadenzato da centinaia di scosse telluriche.
Il riferimento comune va al 6 maggio, ma quella è stata soltanto la prima grande scossa distruttrice.
Ne sono seguire molte altre, due particolarmente violente: quella dell’11 settembre e poi quella risolutiva del 15 settembre. Dopo una estate di polvere, di tende, di pioggia e di vento, ma anche di grande solidarietà nazionale e internazionale e anche di assemblee popolari e di manifestazioni dei terremotati a favore di una ricostruzione-rinascita del Friuli a misura di popolo, il 15 settembre di 40 anni fa spazzò via ogni illusione di facile e svelta rinascita. Di più, il sisma di settembre, dati i ritardi sul baraccamento e l’inverno alle porte, costrinse i terremotati a vivere l’esperienza dell’esodo, un fatto lacerante e angoscioso per le comunità colpite dal terremoto.
Un anno difficile, travagliatissimo per il Friuli quel 1976.
Un anno sempre in bilico tra disperazione e speranza in cui le fondamenta cristiane del popolo friulano hanno giovato non poco a illuminare, dopo la notte, “il mattino che sorge”.
La Chiesa friulana ha scritto in quel primo anno di terremoto una delle pagine più belle della sua storia bimillenaria.
Abbiamo ritenuto di offrire ai friulani d’oggi l’opportunità di rivivere quei giorni con l’occhio posato sull’oggi, non tanto per ricordare, ma soprattutto per trarre linfa per affrontare i vari sismi che insidiano la vita di oggi. Perché ogni giorno che viviamo sia sempre un dì della speranza.
Mons. Duilio Corgnali
Coordinatore Commissione diocesana per il 40 del terremoto

“Era magnifica quella sera, calda e afosa, era di maggio, molte comunità erano raccolte in chiesa per il rosario….poi la tremenda scossa. Migliaia i feriti e sepolti sotto le macerie. Mille i morti. Quarant’anni fa. Chi se ne ricorda? Chi ha ancora memoria di quella notte tremenda, chi di quel primo anno di dopo terremoto?”

La domanda posta da Duilio Corniali, con la forza di un testimone di quell’evento, porta con se’ un’altra domanda: che cosa, oggi, raccogliamo come eredità, dal vissuto profondo delle comunità friulane raccoltesi spontaneamente come vicinie, dai primissimi giorni, ad affrontare prima l’emergenza e poi la ricostruzione-rinascita?
Altre macerie popolano la vita di molti, oggi, nutrite di indifferenza, vuoto e insignificanza; ma se si è potuto vivere di  speranza quarant’anni fa, perché non potremmo farlo anche oggi, sentendoci ancora e più che mai umanità in movimento che si rifiuta di cedere alla disperazione?
Mettendo in dialogo artistico la cronaca testimoniale dell’evento del 6 maggio del ’76,  i Salmi nella traduzione in lingua friulana e il testo poetico di Charles Péguy, in voci e immagini di evocazione, vorremmo suggerire che nei “fatti” del terremoto forse ci si può riscoprire nuovamente comunità di destino, con uno sguardo di speranza verso la ricostruzione morale che ci attende da tempo.

Immagini

Tournée

prima assoluta
3 settembre 2016 ore 21
Udine, Duomo

tournée
17 settembre 2016 ore 21 anzichè 10 settembre 2016
Tolmezzo, Duomo
24 settembre 2016 ore 21
Gemona, Duomo
9 dicembre 2016 ore 21
Tarcento, Duomo

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