To play or to dieThis is the question... today

Anche il teatro di questi tempi non se la passa bene. Scompaiono festival, si assottigliano le stagioni, si diradano le produzioni. Ma da qualche parte Rosenkrantz e Guildestern non sono ancora morti. La giovane compagnia palermitana Babel di Giuseppe Provinzano propone l’ennesima motivata trasmigrazione contemporanea dell’Amleto di Shakeapeare, del suo teatro nel teatro, di amara commedia nella commedia

locandina
anno
2013
testo
scritto e diretto da Giuseppe Provinzano
interpreti
Chiara Muscato, Giuseppe Provinzano
voce off Andrea Capaldi
scene/luci
scene e costumi Vito Bartucca
musiche
sound&light designer Gabriele Gugliara
chitarre elettriche Roberto Cammarata
e...
realizzazione burattini e marionette Elena Bosco
workshop burattini e marionette Vito Bartucca
un ringraziamento a Heiner Müller Geselschaft of Berlin, Franco Quadri, Compagnia InBalìa, Phoebe Zeitgeist, Compagnia Quartiatri, Valentina Greco, Petra Trombini, Alessandro Riva
produzione
una co-produzione Babel crew
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
in collaborazione con Teatro Garibaldi Aperto di Palermo
 
in forma di studio, lo spettacolo ha vinto il Premio dei Giornalisti di ‘Giovani realtà del teatro 2011’ dell’Accademia d’Arte drammatica ‘Nico Pepe’ di Udine e la Menzione speciale del ‘Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2010’

Anche il teatro in questi tempi di crisi non se la passa bene. Eppure, da qualche parte Rosencrantz e Guildestern non sono ancora morti, Amleto e Laerte duellano all’infinito, mentre Ofelia continua a cantare ... agonizzano ma resistono: si aggrappano alle immagini e alla poesia di Shakespeare, si fanno scudo con il pensiero lucido e tagliente di Heiner Müller.

Così fanno i due attori di To play or to die, che non si rassegnano alla desertificazione culturale che li circonda ... e vanno comunque in scena.

Con questo spettacolo, l’attore e autore siciliano Giuseppe Provinzano e la sua compagnia danno uno sguardo sulla Cultura e la Bellezza che suona sincero e urgente: lo fanno prendendo come pretesto l’Amleto, moltiplicando la sua portata di “teatro nel teatro”, immettendo nuovi sensi con divertenti e acute incursioni nella cultura contemporanea, laddove i costumi sono appesi in scena come marionette alla forca, il palcoscenico è spogliato di ogni imbellettamento e la recitazione appare schietta e senza orpelli.


Sono passati quasi cinquant’anni da quando i ventenni Leo e Perla debuttavano con la loro messinscena dell’Amleto che proiettava l’inquieto personaggio di Shakespeare in mezzo ai riverberi della contemporaneità. Non può averne memoria, è troppo giovane Giuseppe Provinzano. Ma siamo sempre da quelle parti lì, davanti a questo To play or to die. (…) Recitare o morire, questo è l’amletico dilemma, oggi.
Gianni Manzella, Il Manifesto

Ci si diverte, in questo lavoro, con le gesta erotiche del Re Claudio usurpatore e della sua lussuriosa regina; ci si inquieta di fronte all’opportunismo di Rosencrantz e Guildestern; ci si commuove con il candido mondo di Orazio; si ride con la tagliente saggezza del becchino. Amleto no, lui non c’è: è un teschio ormai. (…) Accanto a Provinzano, c’è una specie di tigre: bellissima testa di Gorgone, occhi taglienti, sorriso spiazzante. È Chiara Muscato, possente e poetica, fragile e intensissima…
Andrea Porcheddu, Linkiesta



Note di regia

Il teatro è sempre un atto politico. Il teatro è specchio della società, luogo per una nuova riflessione, per l'apertura di un dibattito, per l'accensione di menti e riflettori.
Ho sempre risposto teatralmente agli impulsi che la società contemporanea mi ha dato, laddove quotidianamente mi accorgo come potrebbero essere centinaia gli spunti che questa mi da per iniziare un lavoro che vuole avere un riscontro di questo tipo. Oggi però , vedendo come il potere costituito, per tutta la trasversalità del nostro stivale, pensi ed applichi le sue politiche culturali, non posso fare a meno di notare come sia propria la difficoltà stessa di "fare teatro" di “fare cultura” l'urgenza che mi sta più a cuore, di denunciare come impeto questo sistema politico che tende ad abbattere ogni valore ed ogni vettore culturale, delegando e relegando questo a strumenti turistici, d'intrattenimento, di profitto e di propaganda. Assolutamente delineato per tagliare le gambe e per offuscare i cervelli.

Le mie viscere si aggrovigliano e il mio stomaco agitandosi si domanda:
Che senso ha fare teatro in un contesto nazionale in cui pare che la cultura non serva, in cui l’arte non sembra più rinnovare i popoli e rivelarne l’essenza?
Che senso ha fare teatro in quest' era culturale in cui ogni forma di libera espressione viene “invitata” a tacere se si permette di provare ad aprire gli occhi e a stimolare le menti?
Che senso ha fare teatro in un momento storico in cui gli uomini non riescono, perché confusi, o non vogliono, perché corrotti, vedere le verità e le falsità, i buffoni e i caporali, burattinai e burattini, giochi di potere e messe in scena?
Che senso ha fare teatro  in un contesto mondiale che vede ancora, e sempre di più, certe logiche perverse tese al profitto avere la meglio sul resto?
 
Come Isaac Newton un giorno come altri mi cade sulla testa l'Hamletmaschine di Heiner Müller: mi ubriaco di questo testo divorando a sua volta l'Hamlet di William Shakespeare, per poi digerire ed espellere To play or to die, una drammaturgia che del testo di Müller assume forza e carattere e da quello di Shakespeare ruba il plot.


In forma di studio, lo spettacolo ha vinto il Premio dei Giornalisti di ‘Giovani realtà del teatro’ e la Menzione Speciale al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”.

Motivazioni premi

Per l’originalità con cui un autore classico viene utilizzato per una riscrittura attenta alle problematiche attuali, per l’intelligente adattamento dei dialoghi, per l’uso adeguato degli oggetti di scena e l’efficacia dei modi espressivi. Uno spettacolo di buona qualità, capace di veicolare messaggio o proposte di riflessione per il pubblico, senza che vengano trascurate la vena comico umoristica e le sollecitazioni ad uscire dall'indifferenza verso le problematiche del presente. Il progetto evita soluzioni semplicistiche.
Premio della Critica al Premio 'Giovani realtà del teatro' 

Intelligenza e disinvoltura permettono a Giuseppe Provinzano di riattivare al presente il plot più classico di tutti i tempi. Con lo sguardo rivolto alla lezione di Heiner Muller, l'intraprendente attore palermitano e i suoi compagni inoculano sensi nuovi nel corpo del testo, e ricostruiscono la saga famigliare di Amleto nel deformante controluce di una tv che fa da fondoscena, con divertenti incursioni nella cultura pop.
Menzione speciale Premio 'Tuttoteatro.com Dante Cappelletti' 

Immagini

Tournée

prima italiana
1-2 marzo 2013, ore 21
Teatro Contatto / Eurovisioni
Udine, Teatro S.Giorgio

tournée
28 luglio 2013
, ore 19
Radicondoli Festival 2013
Radicondoli (SI), Teatro dei Risorti
8 settembre 2013, ore 22
Short Theatre 8 - Democrazia della felicità
Roma, La Pelanda, Teatro 1
28-29-30 novembre 2013, ore 21
Bologna, Teatri di Vita
24 gennaio 2014, ore 21
Mira (VE), Teatro Villa dei Leoni
script execution time: 0,040905952453613