Fantastica visione Vision fantastique

La Fantastica Visione parla di un ciclo di distruzione a cui ora va incontro ogni comunità umana, per effetto di un consumo radicale che non lascia riserve e che è dunque destinato a doversi nutrire degli stessi consumatori

locandina
anno
1993
testo
Giuliano Scabia
traduzione per la versione francese Carine Nélissen
regia
ideazione e regia Alessandro Marinuzzi
collaborazione al progetto e alla regia Letizia Pellizzari Gusella
interpreti
Emanuele Carucci Viterbi, Jean François Politzer, Rita Maffei
scene/luci
scene Andrea Stanisci
luci Alberto Bevilacqua
musiche
Paolo Terni
assistente alle musiche Patrizia Troiani
e...
costumi e burattini Andrea Stanisci
produzione
Centro Servizi e Spettacoli di Udine, Comune di Udine, Solari Udine Spa, in coproduzione con L'Abattoir - Centre Régional de Créations Européennes de Chalon-sur-Saône

Fantastica visione comincia con la discesa del Teatro Vagante.
"C'è un mistero che bisogna svelare: il paese dove l'azione si svolge è ricco, a Nord, verso l'Europa. E' circondato, come ogni paese e ogni città, da una fascia di terreno coperta dai rottami delle macchine e di tutti gli oggetti che ogni cittadino, ogni negozio e ogni fabbrica accumulano ogni giorno. La fascia dei rottami (che è là dove vivono i rottamatt) giace intorno a ogni luogo abitato (anche intorno alla Fantastica visione), come le mura nelle città e nei paesi del medio evo. Vicina, o contigua, c'è la grande città. Ma quale città? E' la città che cresce sempre (Babel? Babylon?), formata da antichi centri e da sobborghi nuovi, paesi e paesi che si uniscono a formare un unico agglomerato, in moto soprattutto nei margini: sistole e diastole".
Un meraviglioso Macellaio fornisce il suo paese, anche in tempi di carestia, della migliore carne della regione, e forse del mondo. Tra i suoi clienti la Madre ha una bellezza un po' sfiorita, che sempre più si esalta e deforma col procedere degli avvenimenti - ha moltissimi nomi - non ha mai commesso adulterio - quante volte ha sognato il Macellaio: come un liberatore.
Il sogno di una storia.

Grazie alla coproduzione tra il Centro Servizi e Spettacoli di Udine, in collaborazione con l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico", e L'Abattoir, Centro Regionale di Creazioni Europee, Alessandro Marinuzzi, regista italiano, risiede a Chalon-sur-Saone dal 4 gennaio al 4 marzo 1993, progettando e dirigendo Fantastica Visione Vision Fantastique, di Giuliano Scabia, che in questa occasione viene rappresentata per la prima volta in francese. Per l'occasione dodici persone sono state scelte tra i sessanta interessati allo stage di preparazione allo spettacolo. Il progetto di coproduzione italo-francese prevede nel suo sviluppo un secondo originale allestimento dedicato alla città di Udine, in un nuovo spazio e con un gruppo nuovo di partecipanti della Regione, e rappresenta un nuovo momento della collaborazione tra il Centro Servizi e Spettacoli di Udine e Alessandro Marinuzzi iniziata nella Stagione 1989-1990 con la messa in scena dell'Aminta di Torquato Tasso e, nella stagione successiva, de L'Aumento di Georges Perec (coprodotto con il Festival di Asti Teatro).

Immagini

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