Il prosciutto di Guarnerio

Teatro Incerto

locandina
anno
2020
testo
di e con Fabiano Fantini, Angelo Floramo, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi
interpreti
Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi
produzione
una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
con Bonawentura, a.Artisti Associati e La Contrada Teatro stabile di Trieste

spettacolo in lingua friulana


Nel 1443 Guarnerio d’Artegna (nato a Portogruaro o Zoppola nel 1410 e morto a San Daniele del Friuli nel 1466) viene nominato vicario patriarcale; il Patriarca (solo religioso) è Lodovico Trevisan, voluto dal Doge.
Il Patriarcato di Aquileia e le sue lotte nobiliari non ci sono più dal 1420, anno di dedizione di molti territori friulani alla Serenissima Repubblica di Venezia.

Il Teatro Incerto prende spunto dal testo “Guarnerio d’Artegna. Il suo tempo, la sua biblioteca” di Elio Varutti e Angelo Floramo per raccontare la figura del vicario patriarcale, ed in particolare una delle sue missioni diplomatiche a Venezia, datata 1461. In quella missione, nata per derimere certe liti, Guarnerio porta con sé a Venezia ben 13 chili di prosciutti.
Attraverso questa vicenda si vuole far luce su quell’importante periodo storico, mettendo in scena aspetti politici e sociali che, dopo la caduta del patriarcato, porteranno alle rivolte contadine del 1511.

Lo spettacolo, pensato come racconto storico, alterna e fonde assieme scene teatrali e momenti didattici o didascalici per ancorarsi, da un lato, alla verità della storia, dall’altro per muoversi liberamente e fantasiosamente nel gioco del teatro.
Per questo, oltre agli attori del Teatro Incerto, verrà coinvolto in scena lo storico e scrittore Angelo Floramo, che collaborerà anche alla drammaturgia.

Il Teatro Incerto, dopo il grande successo de “I mosaiciscj” (commedia sui mosaici di Aquileia), torna a uno spettacolo storico per analizzare, con leggerezza e ironia, un periodo apparentemente lontano dal nostro, ma che ci può dare utili spunti di lettura per capire il nostro tempo.