La guida

Martin, professore e Kristine, guida turistica, si incontrano: sono una coppia improbabile, maleassortita, li divide un profondo solco caratteriale e generazionale. Testo di Botho Strauss, diretto da Massimo Navone

locandina
anno
1987
testo
Botho Strauss
traduzione di Luisa Gazzerro Righi
regia
Massimo Navone
interpreti
Massimo Loreto, Giovanna Bozzolo
scene/luci
scene Elisabetta Gabbioneta
luci Maurizio Longano
musiche
Bruno de Franceschi
e...
costumi Elisabetta Gabbioneta
aiuto regia Michele Conti
maschere e statue Alberto Chiesa
consulenza al computer Dario Bontempi
produzione
Centro Servizi e Spettacoli di Udine in collaborazione con asti teatro 9

Martin è un professore in crisi con se stesso e con il suo lavoro; ha bisogno di prendersi una pausa di riflessione: decide di fare un viaggio in Grecia.
Kristine è più giovane di lui, fa occasionalmente la guida turistica ma non ha un'occupazione fissa.
Martin e Kristine si incontrano: sono una coppia improbabile, maleassortita, li divide un profondo solco caratteriale e generazionale. Lei vede nel professore la possibilità di un rapporto con una persona più matura che potrebbe darle sicurezza, ma non riesce a liberarsi di un precedente legame affettivo che continua ad esercitare su di lei una forte e distruttiva attrazione.
Lui subisce il fascino contraddittorio di una donna che lo attrae senza lasciarsi afferrare né comprendere, che chiede protezione e dopo un istante lo respinge con insofferenza, che rivendica il primato del caso sulla volontà, che lo provoca ad un confronto sul piano fisico, anziché su quello intellettuale.
Nasce un rapporto tormentato e sofferto, fatto di un alternarsi continuo di unioni disperate e separazioni laceranti, che viene mano a mano ad assumere per i due personaggi il carattere sempre più preciso di una sfida, non solo con l'altro, ma con se stessi e con la propria difficoltà a comunicare.
Come nei precedenti lavori di Botho Strauss, anche qui la dimensione quotidiana e realistica della vicenda non è che un punto di riferimento in cui collocare la tipologia psicologica e caratteriale dei personaggi: in realtà ciò che si rappresenta è un universo mentale fortemente emblematico, così come la Grecia che fa da sfondo alla storia rimanda ad una regione psichica, fantastica e mitica, ad una Grecia immaginaria ed interiore che è soltanto indirettamente connessa con il luogo geografico effettivo. In questa prospettiva l'esperienza di Martin, ennesimo prototipo di antieroe contemporaneo, si configura come un viaggio all'interno dei labirinti della psiche maschile, al seguito di una guida clandestina e sprovveduta che, non a caso, rappresenta la quintessenza della femminilità, mentre la coppia qualunque, fotografata in una sequenza di frammenti di banale quotidianità, assurge ad emblema della coppia primordiale, nucleo originario della vita relazionale, non più ricostituibile se non al prezzo dell' annientamento reciproco dei suoi componenti e tuttavia desiderato nella ricerca impossibile di una primitività perduta.
La scelta di ambientare l'allestimento dello spettacolo in una scena che suggerisce un luogo di scavi archeologici e che possa contenere unificandoli i diversi spazi in cui si svolge l'azione, risponde all'esigenza di sottolineare il contenuto archetipico della storia; questo asseconda ciò che l'autore suggerisce esplicitamente costellando il testo di riferimenti mitologici come ad esempio le apparizioni del dio Pan, figura legata all'idea di istintività e di erotismo; che irrompe sulla scena per interagire con i due protagonisti come se fosse una scheggia di un universo arcano che forse, in qualche modo ci appartiene ancora.

Immagini

Tournée

prima assoluta

1987
Asti, asti teatro 9

tournée

1987/88
Roma, Teatro Dehon
Udine, Teatro Zanon

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