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news 2019/2020 | Presentata Mileva di Ksenija Martinovic, nuova produzione del CSS

Presentata Mileva di Ksenija Martinovic, nuova produzione del CSS

MILEVA
prima assoluta
6, 7, 8 febbraio 2020 ore 21
9 febbraio 2020 ore 19
Stagione Teatro Contatto 38
Udine, Teatro S. Giorgio
di Ksenija Martinovic 
dramaturg Federico Bellini
con Ksenija Martinovic e Mattia Cason
con la consulenza scientifica di Marisa Michelini, professore ordinario di Didattica della Fisica, Università degli Studi di Udine
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

MILEVA_ IL DEBUTTO, DALLE RESIDENZE ARTISTICHE ALLA PRODUZIONE

L’invisibile presenza di una donna, una matematica e fisica serba, un tracciato biografico disseminato da indizi che ne suggeriscono il ruolo fondamentale nello sviluppo della teoria della relatività e del lavoro di Albert Einstein - di cui fu prima moglie - e un amore in cui tutto “è relativo”.
Attorno all’enigmatica personalità di  Mileva Maric, nasce Mileva, uno spettacolo ideato e creato da Ksenija Martinovic, attrice e autrice di Belgrado da molti anni attiva in Italia, da lei scritto con Federico Bellini come dramaturg e interpretato assieme all’attore e danzatore Mattia Cason.

Mileva debutta in prima assoluta giovedì 6, venerdì 7, sabato 8 febbraio ore 21 e domenica 9 febbraio ore 19 al Teatro S. Giorgio di Udine per la Stagione Teatro Contatto 38.
Teatro Contatto 38 è un progetto ideato e a cura di CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con il sostegno di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine, Fondazione Friuli

Dopo Diario di una casalinga serba, opera prima di Ksenija Martinovic, il  CSS Teatro stabile di innovazione del FVG sostiene ora Mileva, una produzione risultato di un percorso di un anno di lavoro creativo che ha iniziato a svilupparsi come ricerca nel corso di una delle Residenze artistiche per le arti performative a Villa  Manin del Progetto Dialoghi, libera fucina di processi artistici e luogo promotore e agevolatore di incontri tra diverse professionalità teatrali e multidisciplinari.
Proprio a Villa Manin Ksenija Martinovic ha potuto incontrare e costituire il suo gruppo di lavoro con Federico Bellini e Mattia Cason, oltre ad approfondire gli aspetti delle ricerche condotte da Mileva Maric nel corso della sua carriera scientifica, grazie alla consulenza di  Marisa Michelini, professore ordinario di Didattica della Fisica dell’Università degli Studi di Udine e di un gruppo di lavoro scientifico composto anche da  Lorenzo Santi, professore di Fisica dell’Università di Udine,  Daniele  Buongiorno, dottorando di Didattica della fisica all’Università di Udine, Sergej Faletic, professore di Fisica dell’Università di Lubiana.

MILEVA_I TEMI DELLO SPETTACOLO

Un’attrice/ricercatrice naviga sul web per raccogliere uno dopo l’altro frammenti di una storia a lungo taciuta. Una biografia ricostruita come un puzzle a cui mancano molte tessere. La biografia, l’ennesima, di una scienziata la cui intelligenza e le cui scoperte sono state messe in secondo piano, quasi occultate, a vantaggio di un collega uomo.

Ma cosa pensare se lo scienziato in questione è la mente più geniale del XX secolo, Albert Einstein, e lei, la donna scienziata, è Mileva Maric, la sua prima moglie, ma anche la prima donna ammessa al corso di fisica al Politecnico di Zurigo?
Spazio, tempo e gravità diventano metafore di un amore e delle sue ombre.

Avvolta nelle riflessioni che negano e minimizzano i risultati ottenuti dal genere femminile nella storia, l’attrice ⁄ ricercatrice viene ripetutamente interrotta da una presenza maschile che rende sempre più difficile il compito della ricerca. 
Un tessuto sonoro creato dal performer, a poco a poco, conduce la protagonista laddove inizialmente pareva rifiutarsi di andare, in quel luogo della memoria dove le ragioni della sua ricerca sembrano intrecciarsi con l’esistenza tragica di Mileva Maric, in una paradossale quanto dolorosa immedesimazione
MILEVA_IL CONVEGNO MILEVA, ALBERT E L’ANNUS MIRABILIS

In occasione del debutto dello spettacolo, il CSS in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e al Liceo scientifico Marinelli ha ideato e organizzato, per giovedì 6 febbraio, dalle 9 alle 13,  al Teatro Palamostre, il Convegno Mileva, Albert e l’Annus Mirabilis Una riflessione su scienza, storia, arte e società per una cultura trasversale con i contributi di Paolo Rossi ( Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa), Alberto Stefanel (DMIF, CIRD, URDF, Università degli Studi di Udine), Sergej Faletic ( Physics Department, University of Ljubijana) , Rita Maffei (co-direttore artistico CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giualia), Ksenija Martinovic (autrice e attrice), Federico Bellini (drammaturgo).
Conclude i lavori Luigi Berlinguer, Presidente del Comitato per lo sviluppo della Cultura scientifica e tecnologica.

MILEVA_CHI ERA MILEVA MARIC

Mileva Maric nacque in Serbia nel 1875. Fin da piccola dimostrò un’intelligenza fuori dal comune e una particolare predisposizione per la matematica e le scienze, tanto da convincere il padre a iscriverla a caro prezzo in un istituto privato, visto che in Serbia le donne non potevano accedere alle scuole superiori.
Diplomata con a pieni voti, si iscrisse al Politecnico di Zurigo.
Fu qui che conobbe e iniziò una relazione con Albert Einstein.
Una relazione non appoggiata dalla famiglia di lui, che impedì alla coppia di sposarsi, anche se nel frattempo Mileva era rimasta incinta.
La figlia probabilmente fu data in adozione e morì prima di compiere due anni, un evento che sconvolse Mileva, che nel frattempo aveva abbandonato gli studi. Mileva e Albert si sposarono nel 1903, dopo la morte del padre di Einstein.
In seguito ebbero due figli maschi, Hans Albert ed Eduard.

La figura di questa donna sarebbe rimasta per sempre nascosta, se nel 1982 la sua biografa Desanka Trbuhovic-Gjuric non avesse scovato indizi che fanno pensare a una sua importante partecipazione nello sviluppo della teoria della relatività e nel lavoro di Einstein in generale. Ci sono innanzitutto lettere, scambiate tra i coniugi o con amici, che lo testimonierebbero. In particolare, sono significative le parole che scrisse il fisico alla moglie tra il 1900 e il 1901: “Anch’io sono molto contento dei nostri nuovi lavori. Adesso devi proseguire la tua ricerca...” e “Come sarò felice e orgoglioso quando avremo terminato con successo il nostro lavoro sul moto relativo! Quando osservo le altre persone, apprezzo sempre più le tue qualità!”.
Importanti sono anche le parole di Mileva Mari? che, pur riservata, avrebbe detto a un’amica: “Ma che felicità e che onore quando noi due insieme avremo portato il nostro lavoro sul moto relativo a una conclusione vittoriosa” e ancora: “Abbiamo terminato un importante lavoro che renderà mio marito lo scienziato più famoso del mondo”.
Una testimonianza chiave è quella del fisico Abraham Joffe, il quale aveva accesso agli “Annali della fisica” e affermò di aver visto i manoscritti originali degli studi sulla relatività del collega, firmati Einstein-Marity (traduzione nel diritto svizzero di Mari?).

La storia d’amore tra i due scienziati naufragò presto, sfociando nel divorzio nel 1919. Einstein la lasciò sola con due figli, di cui uno gravemente malato.
Due anni dopo il divorzio, Einstein avrebbe vinto il Nobel per l’interpretazione dell’effetto fotoelettrico, pubblicato nel 1905; ma tale studio era una specialità della moglie, che durante l’Università aveva frequentato anche il corso del professor Lenard in Germania, famoso per i suoi esperimenti su quell’effetto e sui raggi catodici, riconosciuti ancora oggi e premiati con un Nobel.
Einstein diede l’intera somma vinta col premio alla ex moglie e distrusse i documenti recanti il doppio cognome. Non volle sapere più niente della prole e di Mileva, la quale morì nel 1948, avendo dedicato tutta la vita al figlio malato.
È sepolta a Zurigo.

KSNEIJA MARTINOVIC

Ksenija Martinovic è una giovane attrice di origine serba che vive, si è formata e lavora da alcuni anni in Italia.  Diario di una casalinga serba è il suo spettacolo d’esordio, una pièce con cui nel 2014 ha vinto il premio “Giovani realtà del teatro” come miglior monologo e nel 2015 ha ricevuto il sostegno produttivo di StartArt, il progetto di produzione per giovani artisti emergenti del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Dopo gli studi a Belgrado e all’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine, ha partecipato a importanti esperienze di formazione come Corso di Alta Formazione per attori presso la Scuola di Emilia Romagna Teatro ERT con il regista Ivica Buljan (2015-2016), Centro Teatrale Santacristina (2016-2017), Ecole des Maitres - Angelica Liddell (2019). A teatro, ha lavorato con Nanni Garella (Li Buffoni, 2018, produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione), Chiara Guidi (Lettere della notte, 2017),  Ivica Buljan (Universo Bolano, produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione), Marcela Serli (Vestimi bene e poi uccidimi, Progetto vincitore Bando Residenza Idra Premio “Lidia Petroni”), Fiona Sansone (Diario di una casalinga serba, produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, 2016 e Piena di vita, 2015, Progetto Produzione Giovani per Ruotalibera Teatro, Roma Creativa), Giorgia Cerruti  (Atridi- Metamorfosi del Rito”, produzione Piccola Compagnia della Magnolia, Benevento Città Spettacolo, Teatro Stabile Torino).

Informazioni e prevendite: Udine, Teatro Palamostre, piazzale Diacono 21, dal lunedì al sabato, dalle ore 17.30 alle 19.30. tel. 0432.506925. Biglietti online sul circuito vivaticket. www.cssudine.it