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news 2017/2018 | CSS e le nuove generazioni

CSS e le nuove generazioni

Il CSS è un teatro di innovazione e per sua naturale vocazione si rivolge con particolare attenzione alle nuove generazioni intese come nuove risorse artistiche e come nuovo pubblico.

Le azioni promosse in questo ambito dal nostro teatro sono di diversa e molteplice natura: dall’opportunità di produzione artistica (attività in residenza, accompagnamento alla  produzione e promozione di progetti ideati da artisti under 35), alla scrittura di artisti professionisti under 35 nell’ambito dei programmi produttivi (con particolare riguardo ai neo diplomati dell’Accademia d’Arte drammatica Nico Pepe di Udine – azione regolata da un protocollo d’intesa), all’alta formazione dedicata alla specializzazione per l’Attore Europeo (Ecole des Maîtres dedicata ad attori professionisti italiani, begli, francesi e portoghesi under 35), all’attività di ospitalità delle Stagioni teatrali che riservano sempre molto spazio a spettacoli creati da Compagnie composte da artisti under 35.
Il CSS promuove inoltre progetti dedicati espressamente agli studenti di ogni ordine e grado (dalle materne alle superiori), come la Stagione Contatto TIG Teatro per l’infanzia e la gioventù, iniziativa capace di coinvolgere annualmente oltre 20.000 allievi.
Anche le azioni di audicence development rispondono alla necessità di coinvolgere il pubblico under 35, attraverso opportune azioni di approfondimento culturale (La Scuola dello sguardo - Lezioni per la formazione dello spettatore contemporaneo), di facilitazione all’accesso agli spettacoli in programmazione, di linguaggi e mezzi di comunicazione appositamente studiati, e  di coinvolgimento diretto in attività laboratoriali.
Se da un punto di vista artistico la reattività alle opportunità offerte alle nuove generazioni sono più che soddisfacenti (in termini di qualità e di vitalità creativa) registriamo invece la necessità di riflettere su una sempre maggiore difficoltà nell’intercettare il pubblico della fascia 20/35 anni che, pur essendo sempre particolarmente numeroso ai nostri appuntamenti, è comunque di per sé sempre più difficile da coinvolgere.
Confrontandoci con colleghi operatori culturali, osserviamo che tale fenomeno è trasversale ai generi proposti – prosa, musica, cinema, ai periodi dell’anno, alle classi sociali, generalizzato su tutto il territorio nazionale, e in certi casi ha assunto proporzioni tali da imporre una riflessione.
Ogni teatro, ogni organizzazione culturale sta cercando, con le proprie forze, soluzioni che possano invertire questo andamento, ma le strade più immediate e logiche non danno proporzionali riscontri: né le facilitazioni all’accesso agli spettacoli riservate ai giovani, né l’utilizzo di linguaggi e mezzi di comunicazione più vicini alle nuove generazioni.
La platea evidenzia uno sbilanciamento nelle presenze di una fascia di pubblico che dovrebbe essere naturalmente più massiccia, e ciò dal nostro punto di vista evidenzia un segnale di disagio che la nostra società non riesce ad intercettare.
Crediamo che questo segnale necessiti una reazione che implementi quanto già si sta facendo.
Come Teatro stabile di innovazione, ci sentiamo in prima linea nello sperimentare nuove strategie, nuove modalità di azione culturale e, al riguardo, abbiamo intenzione di affrontare il tema creando un legame ancora più forte tra soggetti che si occupano di operare in campi differenti ma contigui: l’ambito della produzione culturale da una parte, e l’ambito della formazione dall’altra, mondi contigui che troppo spesso stentano a trovare modalità efficaci di collaborazione.
Per questa ragione abbiamo pensato di condividere una strategia comune con l’Università degli Studi di Udine e il Conservatorio statale di Musica Jacopo Tomadini, con l’intento di attivare una serie di azioni concrete volte a creare nuovi spazi di espressione per i giovani e nuovi modelli partecipativi.
Si tratta di un nuovo progetto che presenteremo alla fine di agosto e che sperimenteremo insieme lungo l’arco di un’intera stagione, con l’auspicio di poter verificare se un’azione di sistema possa considerarsi un nuovo approccio efficace a questa tematica.