Udine | Teatro S. Giorgio
26 giugno 2020 dalle 17.00 alle 20.00

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Gli altri

Un progetto di teatro partecipato
ideato e diretto da Rita Maffei

locandina
anno
2020
testo
Un progetto di teatro partecipato
ideato e diretto da Rita Maffei

Prossime aperture temporanee al pubblico
8 aprile, Udine, Teatro Palamostre, ore 17.00 - 20.00
27 maggio, Udine, Teatro S. Giorgio, ore 17.00 - 20.00
26 giugno Udine, Teatro S. Giorgio, ore 17.00 - 20.00

Gli altri è uno spettacolo che prende forma da un percorso laboratoriale guidato dalla regista Rita Maffei che impegnerà i cittadini partecipanti – oltre 60 persone - per un anno intero.

Abbiamo iniziato nell’autunno 2019 con incontri al tardo pomeriggio, ogni quindici giorni, e così proseguiremo fino all’inizio dell’estate 2020.
Da settembre 2020, si entrerà invece in una vera e propria fase di prove più strutturate in vista del debutto, che avverrà durante l’inverno 2020_2021, per la stagione di Teatro Contatto 2020_2021.
Fin dai primi incontri, abbiamo delimitato un ampio campo di indagine e dichiarato una fortissima ispirazione: Gli altri si nutre e ha come imprescindibili punti di riferimento tematici, stilistici, espressivi, alcuni testi dello scrittore, drammaturgo e sceneggiatore austriaco Peter Handke, proprio quest’anno insignito del Premio Nobel per la letteratura 2019.
Il testo principale da cui siamo partiti è sicuramente L’ora in cui non sapevamo nulla l’uno dell’altro, un sorprendente gioco teatrale dalla forma provocatoria, che interroga profondamente il fare teatro. Altro non è che un’unica lunghissima didascalia, un atto senza parole e dialoghi, che racconta e descrive la vita di una piazza e dei suoi visitatori nel tempo di un giorno.
Anche per Gli altri la scena  - che sarà a pianta centrale - è una piazza e gli spettatori ne delimitano il perimetro, fisico ed emotivo.
Non da meno sono stati però per noi anche altri testi di Handke, come Insulti al pubblico (testo teatrale del 1968, che lo ha lanciato e fatto conoscere), Il peso del mondo (un libretto di appunti e pensieri, frammenti di discorsi,  immagini, intuizioni), la sceneggiatura di un film di culto come  Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, il monologo Il blues della metropolitana, per arrivare a Infelicità senza desideri.

Tutti questi testi - che non sono entrano mai nella drammaturgia, ma sono invece ispirazione per riscritture di situazioni, stati d’animo, discorsi del tutto nuovi, contemporanei, liberamente ricreati dai partecipanti del laboratorio - nutrono l’immaginario di riferimento per Gli altri.
Ma chi sono, per noi, Gli altri?
A chi abbiamo pensato, chi abbiamo cercato di evocare a ogni nostro incontro, chi ci siamo allenati a mettere in gioco?
Gli altri sono tutti coloro che sono altro da noi, che non rientrano nella ristretta cerchia del nostro mondi di affetti, relazioni, conoscenze, frequentazioni. Non sono i nostri amici, i nostri parenti, i colleghi, i nostri amori.
Con loro condividiamo sempre qualcosa del nostro mondo.
Gli altri non rientrano mai in questi insiemi.
Gli altri ci sono estranei, ci sfiorano, a volte senza che ce ne accorgiamo, altre volte ci colpiscono perché ci irritano, ci invadono, non vogliamo che ci avvicinino.
Gli altri, purtroppo, sono sempre di più le persone con cui non sappiamo relazionarci, se non in negativo. E ci mettono in crisi, perché mostrano una parte di noi che non siamo pronti a vedere e a riconoscere.
E’ un tempo di conflitti, di opposizioni, di intolleranze, quello in cui siamo immersi. E gli altri sono i soggetti verso cui indirizziamo le nostre chiusure, le nostre paure, diffidenze, che si sono a poco a poco trasformate in risentimento, odio, violenza.
Il teatro può essere il luogo dove trasformare questo sentire tipico del nostro tempo storico, può essere la dimensione da cui lanciare una proposta che può sembrare addirittura provocatoria: gli altri ci possono portare in un altrove dove riscoprirsi, dove trovare aprirci al nuovo, a qualcosa che ha valore e porta speranza.